Il Palio più antico d'Italia: la prima documentazione risale al 1279. Si corre in piazza Ariostea l'ultimo sabato di maggio e assegna quattro drappi.
Le origini
Fra le innumerevoli vicende dei tre secoli di governo della famiglia d'Este — che ebbe il merito di rendere Ferrara una delle più belle città del Rinascimento, tanto da meritarle l'appellativo di «città d'Europa» — alcune determinarono la nascita del Palio.
Nel 1259, durante il dominio estense, ebbe luogo la sanguinosa battaglia detta «le schiere Guelfe», al Ponte di Cassano sull'Adda: i Guelfi del marchese e signore di Ferrara Azzo VII d'Este, detto il Novello, sconfissero i Ghibellini di Ezzelino da Romano, vicario dell'imperatore tedesco.
Dopo la vittoria il popolo ferrarese portò in trionfo Azzo Novello al grido di «Este Viva». I festeggiamenti durarono diverse giornate, con manifestazioni sportive, tornei, corse a piedi e a cavallo: è da lì che nasce il Palio di Ferrara.
La data ufficiale: 1279
L'origine viene ufficializzata nei primi statuti comunali del 1279, ancora conservati nell'Archivio di Stato di Modena. Vi si trovano le regole e i premi del Palio: il giorno «In Festo Beati Georgi» in cui doveva svolgersi la manifestazione, il percorso, e i premi — un palio al primo, una porchetta al secondo, un gallo al terzo.
Da qui il nome di Palio di San Giorgio.
Nel 1476 una nuova delibera portò modifiche allo statuto: alla corsa dei cavalli si aggiunsero quelle delle asine, delle donne, dei fanti e dei ragazzi, come riporta il libro X, rubrica 41, degli Statuti Municipali conservati a Modena.
Che cosa è un palio
Palio, dal latino pallium, significa rettangolo di stoffa tessuta appositamente e dipinta.
Nell'evo antico questo drappo prezioso — filetto d'oro con l'effigie di un santo, agganciato a un'asta come uno stendardo — era l'offerta con cui una comunità accoglieva pacificamente un ospite illustre: un duca, un imperatore, un papa.
Più tardi il pallium divenne il premio delle feste e delle gare che le città organizzavano nel giorno più rappresentativo della propria storia, di norma quello del patrono. Visto il successo, il Palio arrivò a ripetersi più volte nello stesso anno.
Le quattro corse e i loro drappi
I premi consistevano, per i primi arrivati, in pezze di stoffa di colore diverso a seconda della corsa.
Erano panni di poco valore, con l'eccezione di quello spettante al vincitore della corsa dei cavalli: un panno di broccato d'oro foderato di pelliccia di vaio. Ai secondi e ai terzi andavano generi alimentari o animali — una porchetta, un gallo.
Perché si correva davvero
Per le corse dei cavalli di razza pochi potevano permettersi una simile «macchina da guerra» da usare in giochi di pace: scendevano in lizza solo i nobili, e vincevano sempre principi di alto lignaggio.
Le gare a piedi e con le asine erano riservate al popolo. I premi erano molto ambiti: con la stoffa vinta si vestiva tutta la famiglia — a quell'epoca gli abiti duravano per anni — e vincere un animale significava riuscire finalmente a mangiare carne.
Il Palio oggi
Si corre in piazza Ariostea l'ultimo sabato di maggio e assegna quattro drappi: la corsa dei putti (Palio di San Romano), quella delle putte (San Paolo), quella delle asine (San Maurelio) e quella dei cavalli (San Giorgio).
Le otto contrade si sfidano dopo il Corteo storico di ingresso in piazza. Il Borgo San Luca ha conquistato 27 primi posti nelle corse: l'albo d'oro completo.
I campioni 2026
Chi ha corso per il Borgo San Luca nell'edizione di quest'anno.
Palio di San GiorgioGiosuè Carbonidetto Carburosu ChiosavinceCorsa dei cavalli
Palio di San MaurelioDenis Del Ducasu ZuccheroCorsa delle asinePrimo posto: il drappo di San Maurelio al Borgo San Luca
Palio di San RomanoRiccardo MoscaCorsa dei puttiLa corsa delle putte, il Palio di San Paolo, non è stata disputata.

Dall'archivio
Volti e momenti delle edizioni passate.





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Il prossimo Palio è il 30 maggio 2026, preceduto dal Magnifico Corteo il 23. Sono appuntamenti pubblici, aperti a tutti.
